Verifiche su colonnine e wallbox aziendali: obblighi e scadenze

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L’Infrastruttura di Ricarica: Il Nuovo Cuore Pulsante della Logistica Aziendale

Nel panorama della mobilità del 2026, la transizione elettrica non è più una scommessa sul futuro, ma un pilastro operativo consolidato per le imprese che puntano all’efficienza e alla sostenibilità. Se fino a pochi anni fa l’elettrificazione della flotta era percepita come un’opzione legata alla Corporate Social Responsibility (CSR) o al Environmental Social, and Governance (ESG), oggi l’installazione di colonnine di ricarica in sede rappresenta una scelta strategica di gestione dei costi e ottimizzazione dei flussi logistici.

Uno Sguardo al Mercato: Tra Accelerazione Globale e Consolidamento Nazionale

A livello mondiale, il 2025 si è chiuso con una crescita record, trainata non solo dal settore passenger car, ma soprattutto dall’elettrificazione dei veicoli commerciali leggeri (LCV). In questo contesto, l’Europa si conferma il laboratorio principale della transizione, con modelli di business sempre più orientati all’integrazione tra ricarica, produzione da fonti rinnovabili e gestione intelligente dell’energia (Smart Charging).

In Italia, il trend mostra segnali di forte maturità. Con oltre 73.000 punti di ricarica pubblici attivi a inizio 2026, il focus si è spostato sulla capillarità e, soprattutto, sulla ricarica privata aziendale. Le imprese italiane, supportate da un quadro normativo che include nuovi obblighi di prevenzione incendi (DM 28 ottobre 2025) e incentivi legati alla digitalizzazione dei processi, stanno trasformando i propri parcheggi in veri e propri hub energetici.

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Bilancio Strategico: Vantaggi e Sfide

L’integrazione di un’infrastruttura di ricarica proprietaria porta con sé benefici tangibili, ma richiede un’analisi tecnica rigorosa per mitigare le complessità strutturali:

  • I Vantaggi:
    1. Riduzione del TCO (Total Cost of Ownership): Caricare “in casa” permette di abbattere drasticamente i costi chilometrici rispetto al rifornimento pubblico o ai combustibili fossili.
    2. Efficienza Operativa: I veicoli vengono ricaricati durante i tempi di fermo (notte o turni d’ufficio), garantendo la massima disponibilità della flotta.
    3. Fiscalità e Immagine: Accesso a regimi di iperammortamento per sistemi tecnologici integrati e miglioramento del rating ESG dell’azienda.
  • Gli Svantaggi (o sfide tecniche):
    1. Investimento Iniziale: L’adeguamento della potenza elettrica impegnata e le opere civili possono richiedere un esborso significativo.
    2. Gestione della Rete: La necessità di sistemi di Load Management per evitare distacchi di corrente durante i picchi di carico aziendali.

A quali verifiche sono soggette le colonnine di ricarica dei veicoli elettrici EVSE?

In queto articolo trattiamo le EVSE aziendali, quindi trattandosi di ambienti di lavoro e facente parte dell’impianto elettrico, queste sono soggette alle verifiche ispettive degli impianti di messa a terra secondo DPR 462/01; ricordo che queste verifiche vengono eseguite a campione e hanno il compito di verificare la protezione dai contatti indiretti.

Le EVSE sono a tutti gli effetti parte dell’impianto elettrico, alla pari di un quadro elettrico o di un gruppo prese a muro, quindi devono essere trattate come tali. Questo riguarda sia l’elaborazione della documentazione tecnica, Dichiarazione di Conformità e Progetto ove previsto, sia la verifica periodica.

L’articolo 80 del Testo Unico, D.Lgs. 81/08, dice che “Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché i lavoratori siano salvaguardati dai tutti i rischi di natura elettrica connessi all’impiego dei materiali, delle apparecchiature e degli impianti elettrici messi a loro disposizione…”

“Il datore di lavoro prende, altresì, le misure necessarie affinché le procedure di uso e manutenzione di cui al comma 3 siano predisposte ed attuate tenendo conto delle disposizioni legislative vigenti, delle indicazioni contenute nei manuali d’uso e manutenzione delle apparecchiature ricadenti nelle direttive specifiche di prodotto e di quelle indicate nelle pertinenti norme tecniche.”

L’articolo 8, Obblighi del committente o del proprietario, del DM 37/08 dice che “Il proprietario dell’impianto adotta le misure necessarie per conservarne le caratteristiche di sicurezza previste dalla normativa vigente in materia, tenendo conto delle istruzioni per l’uso e la manutenzione predisposte dall’impresa installatrice dell’impianto e dai fabbricanti delle apparecchiature installate.”

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Cosa prevede la norma tecnica in tema di verifiche periodiche?

La sezione 722, Alimentazione dei veicoli elettrici, della Norma CEI 64-8 prevede una serie di prescrizioni e controlli relativamente alle EVSE, vediamoli meglio.

  • Controllo documentale: Come per le altre parti dell’impianto elettrico le EVSE devono avere una Dichiarazione di Conformità, un Progetto ove previsto, e il manuale di uso e manutenzione.
  • Protezione dagli urti: verificare che sia stato scelto e installato un’apparecchiatura con un grado di protezione minima contro gli urti meccanici esterni conforme alle prescrizioni per IK08 della CEI EN 62262 (una protezione contro gli urti meccanici di 5 Joule), tale valore viene aumentato per le installazioni in aree aperte al pubblico.
  • Grado di protezione IP: verificare che il grado di protezione scelto sia idoneo al luogo dell’installazione, ad esempio per le EVSE installate all’esterno il grado minimo è IP44 sia per i piccoli corpi estranei sia per l’acqua.
  • Verifica dell’integrità del cavo di alimentazione e/o del punto di connessione: Questo può essere presente o meno nelle EVSE modo 3 a ricarica lenta o corrente alternata, mentre è sempre presente nelle ricariche EVSE modo 4 a ricarica veloce o corrente continua; allo stesso modo si verifica che prima dell’inizio dell’alimentazione avvenga il serraggio automatico della spina.
  • Prove di comunicazione: Per ogni punto di connessione è richiesto di eseguire una serie di verifiche per verificare la corretta comunicazione tra la EVSE e l’auto in ricarica, simulata dallo strumento, al fine di verificare anche l’istantanea interruzione dell’alimentazione al verificarsi di alcune condizioni (es. errore di comunicazione e questo verso terra).
  • Prove strumentali: Per ogni punto di connessione vengono fatte una serie di prove per verificare la presenza e il funzionamento di:
    • Per la corrente alternata e continua viene verificato che ogni punto di connessione sia protetto da una protezione funzionante attraverso:
      • un RCD di tipo B
      • un RCD di tipo A, insieme a un dispositivo di rilevamento della corrente continua differenziale (RDC-DD) conforme alla CEI IEC 62955
    • Per la resistenza di terra viene eseguita la misura verificando che sia coordinata con le protezioni
    • Nelle EVSE protette con dispositivi di controllo di isolamento, solitamente modo 4, viene verificata sia la soglia di pre-allarme sia l’allarme acustico e ottico, fino al distacco dell’alimentazione quando il valore misurato scende sotto i 100 Ω/V.

Alla fine di verifiche precedentemente descritte sarà rilasciato un apposito verbale con tutti i rilievi e dati misurati per punto di connessione.

 

Con quale periodicità vanno eseguite le verifiche periodiche?

 L’articolo 6.5.2 della Norma CEI 64-8, sezioni 6 Verifiche, dice la frequenza della verifica periodica di un impianto deve essere determinata in funzione del tipo di impianto e delle apparecchiature, del loro uso e funzionamento, della frequenza e della qualità della manutenzione e delle influenze esterne a cui l’impianto è soggetto.

Ne consegue che le periodicità massime di verifica sono le medesime del DPR 462/01, quindi quinquennali per gli ambienti ordinari e biennali per gli ambienti a maggiori rischio di caso di incendio, locali medici, cantieri, locali di pubblico spettacolo e allevamenti.

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La norma non prevede una qualifica particolare dell’operatore che esegue le verifiche, ma vista la particolarità delle prove da eseguire è chiaro che serve una strumentazione e una formazione del personale a doc.

Relativamente invece alla periodicità, gli intervalli segnalati in precedenza sono da considerare come massimi, la tipologia del personale che impiega le EVSE, la frequenza di utilizzo, la loro ubicazione, sono tutti fattori che possono indurre a una diminuzione di tale intervallo al fine di migliorare la sicurezza e l’efficienza delle stesse.

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