Valutazione rischio fulminazione: cos’è e a cosa serve

La valutazione del rischio di fulminazione è il documento tecnico che permette di stabilire se una struttura debba essere dotata di un sistema di protezione contro le scariche atmosferiche.
Si tratta di un’analisi fondamentale per determinare il livello di esposizione al rischio fulmini e individuare le eventuali misure di protezione necessarie per garantire la sicurezza delle persone e degli impianti.

Obblighi normativi

La valutazione del rischio fulminazione rientra tra gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/08 in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’art. 17 del decreto stabilisce che il datore di lavoro debba effettuare la valutazione di tutti i rischi presenti in azienda. Il rischio derivante dalle scariche atmosferiche, sia diretto sia indiretto, è considerato un rischio di natura elettrica ed è disciplinato nel Titolo III – Capo III del decreto.

In particolare, l’art. 80 impone al datore di lavoro di valutare i rischi derivanti da fulminazione e di adottare le misure necessarie per la protezione degli impianti e delle strutture.

Normativa tecnica di riferimento

Le modalità operative per effettuare la valutazione del rischio sono definite dalla norma CEI EN 62305-2 (CEI 81-10/2), che stabilisce procedure di calcolo specifiche per determinare il livello di rischio associato a una struttura.

Attraverso queste procedure viene individuato il rischio tollerabile (RT), ovvero il massimo livello di rischio che può essere accettato per una determinata struttura.

Parametri di valutazione del rischio fulmini

La valutazione del rischio fulmini si basa su diversi parametri tecnici che caratterizzano la struttura e il contesto in cui è inserita. Tra i principali fattori considerati rientrano:

  • il valore Ng, che indica il numero medio di fulmini a terra per chilometro quadrato in un anno;
  • l’ubicazione geografica della struttura;
  • le caratteristiche del terreno;
  • l’altezza e la tipologia delle strutture e degli impianti presenti.

L’analisi di questi elementi consente di determinare il livello di rischio effettivo e di stabilire se siano necessarie misure di protezione specifiche.

Esito della valutazione

La valutazione del rischio può portare a due possibili risultati.

Nel primo caso, il rischio calcolato risulta inferiore al rischio tollerabile (RT). La struttura può quindi essere considerata “auto-protetta” e non è necessario installare sistemi di protezione contro le scariche atmosferiche.

Nel secondo caso, il rischio calcolato supera il rischio tollerabile. In questa situazione è necessario adottare misure di protezione adeguate, come la realizzazione di un impianto di protezione contro le scariche atmosferiche (LPS).

Verifiche e controlli dell’impianto di protezione fulmini

Quando un impianto di protezione contro i fulmini è presente in un ambiente di lavoro con personale dipendente o assimilato, esso deve essere sottoposto a omologazione e verifiche periodiche obbligatorie.

L’art. 4, comma 2 del DPR 462/01 stabilisce che tali verifiche debbano essere effettuate da un Organismo di Ispezione autorizzato, oppure USL o ARPA competenti per territorio, con l’obiettivo di accertare lo stato dell’impianto e verificare che le attività di manutenzione siano state eseguite correttamente.

Il supporto di Gruppo Sicurezza Ambiente

Gruppo Sicurezza Ambiente affianca aziende e organizzazioni nella valutazione del rischio di fulminazione e nelle verifiche degli impianti di protezione contro le scariche atmosferiche, operando secondo le normative tecniche e legislative vigenti.

Domande frequenti

Quando è obbligatoria la valutazione del rischio fulminazione?

La valutazione del rischio fulminazione è obbligatoria, negli ambienti di lavoro, per tutti gli edifici e gli impianti, come previsto dal D.Lgs. 81/08 e dalle norme tecniche CEI EN 62305. Il datore di lavoro deve verificare se la struttura è esposta al rischio di fulmini e adottare eventuali misure di protezione.

Chi deve effettuare la valutazione del rischio fulminazione?

La valutazione deve essere eseguita da un tecnico qualificato, con competenze specifiche in materia di impianti elettrici e protezione contro le scariche atmosferiche, in grado di applicare le norme CEI EN 62305.

Ogni quanto deve essere aggiornata la valutazione del rischio fulminazione?

Non esiste una periodicità fissa, ma la valutazione deve essere aggiornata in caso di:

  • modifiche strutturali dell’edificio
  • variazioni degli impianti
  • cambiamenti nella destinazione d’uso
  • modifiche e/o aggiornamenti delle norme tecniche

In generale, è buona prassi verificarla periodicamente ogni 5 anni.

La valutazione del rischio fulminazione è collegata alla verifica dell’impianto di messa a terra?

Sì. La protezione contro le scariche atmosferiche è strettamente collegata all’impianto di messa a terra, che deve essere verificato periodicamente secondo il DPR 462/01.

Cosa succede se il rischio fulminazione non viene valutato?

La mancata valutazione può comportare non conformità alla normativa sulla sicurezza, con possibili sanzioni e responsabilità in caso di danni a persone, impianti o strutture.

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