La prova SPI è una verifica obbligatoria per molti impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica. Serve ad accertare il corretto funzionamento del Sistema di Protezione di Interfaccia (SPI), un dispositivo fondamentale per la sicurezza dell’impianto e della rete. In questo articolo vediamo quando la prova è obbligatoria, quali impianti sono interessati e quali sono gli errori più comuni da evitare.
Il dispositivo SPI garantisce che l’impianto di produzione si disconnetta dalla rete elettrica in caso di anomalie ai parametri elettrici, intervenendo quando rileva valori di tensioni e/o frequenze al di fuori delle soglie prestabilite.
In questo modo il SPI protegge la Rete elettrica, il personale che lavora su di essa e i componenti dell’impianto stesso.
Installazione e Verifica periodica SPI
L’installazione del SPI è obbligatoria secondo la norma CEI 0-21 (per gli impianti connessi in Bassa Tensione) e CEI 0-16 (Per gli impianti connessi in Media Tensione).
E’ possibile che siano installate anche SPI che rispettano la vecchia norma DK5940.
E’ importante non sottovalutare la verifica periodica in campo del SPI che deve essere effettuata ogni 5 anni mediante cassetta prova relè da un tecnico abilitato.
La mancata verifica può portare alla sospensione di eventuali incentivi presenti sull’impianto o al distacco dell’impianto dalla rete.
Qual è la procedura corretta per la Verifica del SPI?
Il Professionista che effettua la verifica sul SPI deve garantire la certificazione della propria strumentazione attraverso il documento di taratura della cassetta prova relè (effettuata da laboratorio accreditato).
E’ necessario avere sempre a disposizione il Regolamento di Esercizio dell’impianto (RdE), rilasciato dal distributore (E-Distribuzione o altri): su questo documento sono contenuti i valori precisi delle soglie di intervento del SPI. Questi parametri devono essere aggiornati alla norma vigente.
In fase di installazione del Sistema di Protezione di Interfaccia è importante collegare il segnale di Feedback proveniente dal DDI (Dispositivo Di Interfaccia), che è composto da un dispositivo atto al sezionamento (Teleruttore o Interruttore).
Il SPI utilizza un contatto di uscita per alimentare la bobina del teleruttore o la bobina di minima tensione di un interruttore automatico.
In alcune tipologie di impianti è richiesta l’implementazione del sistema di Rincalzo. Tale sistema è una protezione aggiuntiva qualora, in caso di anomalia, il DDI non intervenisse. In questo caso il SPI comanda l’apertura di un ulteriore componente di sezionamento.
Il Rincalzo viene collegato a un’uscita specifica del SPI e comanda solitamente la bobina di un interruttore magnetotermico generale dell’impianto fotovoltaico.
Quando deve essere eseguita la verifica SPI?
Negli impianti fotovoltaici di potenza inferiore agli 11,08 kW, il SPI è integrato agli inverter. Per questo tipo di impianti è sufficiente l’autocertificazione del produttore.
Per impianti di potenza superiore agli 11,08 kW è sempre richiesta l’installazione di un SPI esterno (con i relativi obblighi di verifica).
Infine è necessario comunicare al Distributore l’esito delle prove in campo sul SPI, allegando come documento il Test Report di verifica redatto su file non modificabile e firmato dal Professionista abilitato. Questa procedura deve essere effettuata direttamente sul sito del Distributore al fine di redigere il Regolamento di Esercizio (RdE), compilando il modulo dedicato.
Qui di seguito, un esempio di Test Report.
Chi può eseguire la prova SPI?
La prova SPI deve essere eseguita da personale qualificato mediante cassetta prova relè certificata. Al termine della verifica viene redatta la documentazione tecnica da trasmettere al gestore di rete secondo le modalità previste dalla normativa vigente.
Se avete bisogno di una verifica sul Sistema di Protezione di Interfaccia o per specifiche informazioni, contatteci!